Itinerari a Caneva

ITINERARI TURISTICI IN MALGA

UNA MONTAGNA DA RISCOPRIRE

Vi invitiamo a percorre alcuni itinerari che attraversano la proprietà montana della comunità canevese. Sono percorsi di facile percorrenza che utilizzando piste forestali e sentieri dimenticati consentono di apprezzare il mosaico di boschi e pascoli che sovrasta la pianura.

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ITINERARIO 1 - UNO SGUARDO DALL'ALTO
Un'immersione in faggeta, tra alberi luminosi d'inverno e chiome fresche d'estate, per uscire nei pascoli di Sponda Alta. Da qui uno scorcio su tutta la pianura friulana... Poi di nuovo nel bosco ombroso, dove il silenzio è interrotto dal fruscio delle foglie mosse dal vento, dal canto dello scricciolo o del tordo... Leggi...

Si percorre la strada che porta al Casello della Guardia e prima che essa salga aggirando l’edificio si prosegue a destra imboccando la pista forestale che si addentra nella faggeta verso occidente. La si percorre completamente fino al termine e si prosegue su un recente tracciato che scollina il pendio e si collega ad un’altra pista d’esbosco.
Si segue la pista fino a raggiungere i pascoli di malga Sponda Alta.
Si lascia la malga a sinistra e si prosegue a destra lungo la pista di accesso alla malga fino al congiungimento con la pista principale che porta a malga Col dei S’cios (dorsale interna). Qui si svolta a destra, si scende lungo la strada sterrata fino al primo tornante dove, poco dopo, si svolta ancora a destra imboccando un’altra pista d’esbosco (ingresso con sbarra).
Si prosegue lungo la pista per circa 500 metri dopodiché si svolta a destra percorrendo un tracciato che coincide con il confine tra particelle forestali (segni giallo/rossi) per ricongiungersi al punto di partenza nei pressi del Casello della Guardia.

Luogo di partenza: Casello della Guardia.
Difficoltà: facile.
Lunghezza: 2,3 km.
Dislivello: 100 m.
Tempo di percorrenza: 45 minuti.
Area di parcheggio: bivio per C.ra Brusada – Fossa di Sarone.


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ITINERARIO 2 - ATTORNO AL COL MAJOR
Tra pascoli e boschi sagomati sulle forme carsiche. Ampie doline da aggirare osservando gli animali al pascolo, faggete puntinate da blocchi calcarei da attraversare... Fioriture per ogni stagione, dal croco che colora l'ultima neve al colchico che annuncia l'arrivo dell'autunno. Leggi...

Si prosegue lungo la strada sterrata verso nord aggirando i pascoli della malga raggiungendo il bacino di raccolta d’acqua piovana (a bordo strada) punto panoramico verso il gruppo montuoso del M. Cavallo.
Superato il tornante che scende a casera Folador si svolta a destra lungo la pista di servizio che porta ai vecchi ruderi e ad un punto panoramico verso la pianura. Si prosegue lungo il tracciato interno (in vista della casera Folador), si entra nella pecceta e la si attraversa fino a ricongiungersi con la strada principale. Si prosegue a destra e al primo bivio si scende a sinistra lungo la pista che porta agli edifici di malga Fossa de Bena.
Al tornante si svolta a sinistra e si risalgono dapprima i pascoli e poi il bosco fino ad immettersi nella strada interna (C.lo della Guardia – M.ga Col dei S’cios). Qui si svolta a sinistra e si prosegue lungo la strada, si supera il bivio per malga Sponda Alta e, terminato il tornante successivo, si gira a destra imboccando una pista forestale (ingresso con sbarra).
Si percorre tutta la pista fino a uscire nuovamente sulla strada principale, si svolta a destra e dopo circa 200 metri si imbocca un sentiero sulla sinistra.
Si attraversa la faggeta fino ad uscire sulla strada principale alla vista dei pascoli di malga Brusada. Si prosegue a sinistra, mantenendosi sulla strada, fino a rientrare a malga Fossa di Sarone..

Luogo di partenza: malga Fossa di Sarone.
Difficoltà: facile.
Lunghezza: 4,3 km.
Dislivello: 200 m.
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti.
Area di parcheggio: bivio ingresso malga Fossa di Sarone.


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ITINERARIO 3 - AI CONFINI DELLA SERENISSIMA
Oltre il confine di foresta, dentro il territorio bandito del 'bosco da reme' veneziano, la faggeta che forniva il legname per la costruzione dei remi delle galere... Quindi a percorrere la zona sommitale della dorsale rocciosa che separa la pianura dall'altopiano carsico del Cansiglio. Leggi...

Si imbocca il sentiero CAI 991 (accesso situato alle spalle degli edifici) e lo si percorre fino al contatto con la pista forestale che collega il rifugio Maset a malga Sponda Alta.
Alla fine del tratto in faggeta è possibile deviare leggermente dal tracciato per ritrovare un vecchio cippo confinario della foresta veneziana (indicazioni sul posto). Giunti sulla pista si svolta a destra e la si percorre fino in prossimità di malga Sponda Alta, superando dunque casera Busabella e i suoi pascoli occupati da un rimboschimento di abete rosso.
Prima di raggiungere malga Sponda Alta si gira a destra, proseguendo nella pista che porta a malga Cercenedo. Dopo circa un chilometro si imbocca un tratturo sulla destra che risale il pendio e poi prosegue come sentiero a monte dei pascoli di Cercenedo e si ricongiunge al sentiero CAI 991. Da qui si gira a sinistra ripercorrendo a ritroso il sentiero fino alla località Crosetta.

Luogo di partenza: località Crosetta.
Difficoltà: media.
Lunghezza: 7,5 km.
Dislivello: 400 m.
Tempo di percorrenza: 3 ore e 30 minuti.
Area di parcheggio: località Crosetta.


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ITINERARIO 4 - ACQUA PREZIOSA
Tanta pioggia ma poca acqua... Il carsismo obbliga le genti a questo mortificante paradosso. Pochi passi per raggiungere 'lama Vapora', la storica pozza d'acqua che dissetava uomini e animali impegnati nella monticazione delle malghe vicine. Leggi...

Superata la sbarra d’ingresso si scende verso gli edifici di malga Fossa di Stevenà seguendo una carrareccia che scende nel fondo dei pascoli dal pendio sotto la stalla.
Si attraversano i pascoli costeggiando i vecchi muretti a secco, superando una piccola pozza e risalendo fino ai primi faggi.
Si segue il tracciato interno al bosco e, superata la recinzione, si svolta a sinistra seguendo il sentiero affiancato da un viale di faggi che ripercorre una traccia storica.
Si esce dal bosco e si supera una zona arbustata, ricca di ginepri, seguendo il tracciato che scende fino ad una pozza d’alpeggio (“lama Vapora”). Da qui si risale fiancheggiando gli abeti fino a raggiungere una strada sterrata che vi riporta al punto di partenza.

Luogo di partenza: malga Coda di Bosco.
Difficoltà: facile.
Lunghezza: 1,8 km.
Dislivello: 100 m.
Tempo di percorrenza: 45 minuti.
Area di parcheggio: lungo la strada principale in vicinanza all’ingresso per malga Fossa di Stevenà.


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ITINERARIO 5 - SEGUENDO PASCOLI E MASIERE
Prima delle strade e della tecnologia la rete era quella dei sentieri, dove passavano uomini, animali, mezzi e notizie. Poi pozze per la raccolta d'acqua, muretti a secco per confinare gli animali, erbe, cardi, ginepri, profumi, storie ancora nascoste... Leggi...

Superata la sbarra d’ingresso si scende verso gli edifici di malga Fossa di Stevenà seguendo una carrareccia che scende nel fondo dei pascoli dal pendio sotto la stalla.
Si attraversano i pascoli costeggiando i vecchi muretti a secco, aggirando una piccola pozza e risalendo fino ai primi faggi.
Si segue il tracciato interno al bosco e, superata la recinzione, si svolta a destra proseguendo lungo un sentiero che costeggia i pascoli all’ombra dei faggi fino a raggiungere la strada provinciale. La si costeggia scendendo fino a superare la curva poi la si attraversa e si imbocca il tracciato che risale il pendio seguendo il confine tra particelle forestali (segni giallo/rosso).
Si raggiunge un pozza d’alpeggio in foresta (“lama Rossa”) e si prosegue sulla destra fino all’ingresso di malga Zornera.
Superata la sbarra si prosegue fiancheggiando la recinzione che separa gli edifici dal pascolo mantenendosi in quota fino a superarli. Poi si scende lungo una masiera e si segue l’avvallamento pascolivo per risalirlo sul lato opposto.
Si segue la traccia che continua ad attraversare i pascoli fino alla recinzione al limite del bosco. Si supera la recinzione e si prosegue scendendo in faggeta fino ad inserirsi su una carrareccia che connette alla strada sterrata, in vicinanza di alcune abitazioni.
Si svolta a destra e si percorre la strada fino a malga Coda di Bosco; da qui, risalendo la strada provinciale, si raggiunge il punto di partenza.

Luogo di partenza: malga Coda di Bosco.
Difficoltà: media.
Lunghezza: 4,5 km.
Dislivello: 250 m.
Tempo di percorrenza: 2 ore.
Area di parcheggio: lungo la strada principale in vicinanza all’ingresso per malga Fossa di Stevenà.


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MALGHE ATTIVE

Malga Fossa di Sarone

Gestione del Cortivo Pancotto

Dal 2011 la famiglia Pancotto ha in gestione la Malga Fossa di Sarone di proprietà comunale.
Situata a 1005 metri s.l.m., la malga è il luogo ideale per l’alpeggio estivo. Luca Pancotto porta a pascolare il bestiame ricavandone prodotti caseari di prima qualità e facendo della Malga la sede estiva del Cortivo Pancotto.
Da qui possono partire affascinanti escursioni sia a piedi che in mountain bike alla scoperta della Foresta del Cansiglio.
Da fine giugno a settembre la Malga è anche ristoro agrituristico con cucina tipica di prodotti locali.
Sala interna ma anche posti all’aperto.

3 MARGHERITE ERSA

QUESTE LE ATTIVITÀ

  • Produzione casearia e vendita.
  • Fattoria didattica per le scuole e settimana verde per i ragazzi.
  • Alloggio in camerata con massimo 10 posti letto.
  • Ristoro agrituristico.
  • Possibilità di passeggiate in mezzo ai pascoli con visite guidate.

CONTATTI


Malga Coda di Bosco (dal Titti)

Gestione di Piccinato Pierantonio

Percorrendo la strada del Gajardin che da Sarone porta porta all’altopiano del Cansiglio, presso un tornante si incontra Malga Coda del Bosco (870 metri s.l.m.): la struttura, aperta tutta l’estate, offre la possibilità di pernottamento per 6 persone e di ristorazione.

QUESTE LE ATTIVITÀ

  • Produzione casearia e di insaccati.
  • Vendita di prodotti di propria produzione.
  • Ristoro agrituristico.
  • Pernottamento (massimo 6 persone).

CONTATTI

  • Tel. 0434 77126.
  • Cell. +39 334 8347992.

Malga Coda di Bosco o Baita Piccinato

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Malga Fossa di Stevenà

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Malga Sponda Alta

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Malga Fossa di Sarone

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COLLOCAZIONE

Oltrepassate le località “Lama de Carpen”, “Prà dela Scala” e “I Tambui” e raggiunta la località “Gaiardin” sugli 800 metri, si arriva alla prima malga del comune di Caneva, denominata “Coda di Bosco” e gestita da Giovanni Battista Piccinato, detto Titi.

Superata la curva antistante la casera, immediatamente a sinistra appare la conca della malga “Fossa di Stevenà”, con i suoi stabili recentemente ristrutturati, anch’essa gestita dal Titi.

Proseguendo lungo la provinciale, si sbuca sulla statale Vittorio Veneto – Cansiglio; prima di arrivare al Passo Crosetta (1127 metri), si svolta a destra, su un’erta strada sterrata.

Proseguendo per la strada sterrata ci si inoltra nel bosco fino a raggiungere la località “Il Cristo” e, poco prima di arrivare alla malga “Sponda Alta”, si sale a sinistra attraverso il bosco, fino a raggiungere ciò che rimane di malga “Busabella”, la cui casera è attualmente semisepolta tra la vegetazione che ha completamente occupato anche il pascolo, ormai inesistente.

Proseguendo sulla stessa strada si arriva alla malga “Col del Brombol”. Anche questa è in stato di abbandono: la stalla, poco distante dalla casera di abitazione, è del tutto fatiscente mentre, dove una volta c’erano i pascoli, ora c’è il bosco.
Da qui, si ritorna sul percorso appena fatto fino ad arrivare a malga “Sponda Alta”.

Da “Sponda alta” si scende fino alla strada che conduce dal “Casello della Guardia” alla località “Candaglia” della foresta del Cansiglio.
Oltrepassato il “Casello”, si arriva alla malga “Zornera”, anch’essa inattiva pur avendo gli stabili ancora in buono stato.
Si risale verso il “Casello” e, al bivio, si svolta a destra e si incontra la malga “Brusada”: staccionata di recinzione attorno alla casera, gerani alle finestre e pascolo in abbandono fanno capire che la malga non è gestita da malghesi, ma è frequentata da vacanzieri di fine settimana.

Si scende quindi verso malga “Pizzoc”, non attiva nonostante gli stabili recentemente restaurati. Da malga “Pizzoc” si ritorna al bivio presso la “Brusada” e si prosegue fino a incontrare la malga “Fossa di Sarone” gestita dal Cortivo Pancotto di Pancotto Luca.

Subito dopo è situata la malga “Folador”, adibita a pascolo: infatti la casera è chiusa.

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